venerdì 5 dicembre 2014

INCONTRO/CELEBRAZIONE 29 NOVEMBRE

L'incontro di questa settimana è stato un pò diverso dagli altri. Abbiamo infatti vissuto una piccola celebrazione della Parola, una piccola Lectio aiutati da don Piero.
Abbiamo cominciato riprendendo un versetto letto la scorsa settimana, Mt 26,75:
" Pietro si ricordò delle parole di Gesù che gli aveva dette: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, andato fuori, pianse amaramente."
Poi, dopo i riti introduttivi, abbiamo ascoltato con attenzione un brano dal Vangelo di Giovanni (Gv 21,15-19) dove incontriamo Pietro che si trova di fronte Gesù che gli viene incontro dopo la resurrezione mentre sta sulla riva a pescare.
In questo testo abbiamo trovato un Gesù che va incontro a Pietro e lo rinnova, non lo lascia nell'amarezza del pianto del tradimento, rinnova il suo amore, lo chiama nuovamente... Pietro può vivere una relazione con Qualcuno che ha un amore più forte del suo pronto a donarsi.
Accompagnati dalle brevi e belle parole di don Piero abbiamo poi avuto il tempo di trovare spazio per la nostra preghiera alla ricerca di quei segni dell'amore di Gesù nella nostra vita per cui gioire e ringraziare.
Condivise le nostre preghiere e recitata una preghiera comune per l'inizio dell'Avvento abbiamo concluso con la benedizione finale.

INCONTRO 22 NOVEMBRE - il rinnegamento, la caduta

L'ultima volta abbiamo lasciato, col Vangelo di Matteo, un Pietro baldanzoso e pronto a tutto per Gesù. Oggi troviamo un altro lato dell'apostolo...
Infatti in apertura dell'incontro abbiamo letto il Vangelo di Matteo (Mt 26,69-74) nel brano che tutti conosciamo in cui Pietro, intimorito dalla cattura di Gesù, prima del canto del gallo rinnega il suo maestro.
Dopo questi cinque versetti abbiamo lanciato una domanda: "Perchè Pietro che diceva di amare follemente Gesù e che non lo avrebbe mai tradito si è comportato così?"
Dopo un pò di silenzio abbiamo ripreso il Vangelo leggendo Mt 26, 75, dove vediamo l'amarezza di Pietro per quello che ha fatto farsi pianto, e vi abbiamo  proposto un testo di fantasia che provava ad immaginare delle parole di Pietro su quella sera.
Questo:

Voi sapete che quasi tutti mi hanno dato del vigliacco. Mi hanno detto che sono stato incoerente, che avevo detto che avrei fatto tutto per il mio amico e maestro Gesù di Nazareth e poi... mi sono girato dall’altra parte e ho fatto finta di non conoscerlo.
Voi lo sapete che lo conoscevo da tre anni ormai e che avevo messo in gioco tutto per lui da quando l’ho incontrato la prima volta, da quando mi è venuto incontro e mi ha chiamato. Avevo lasciato il mio mestiere e avevo iniziato a camminare con lui perché io mi fidavo di quell’uomo. Mi fidavo perché sentivo che in lui c’era tanto, che con lui crescevo, che mi apriva occhi diversi per vedere le cose che vivevo, che le sue parole erano vere e che sentivo che con lui “stavo dalla parte del giusto”. Gesù a volte mi richiamava perché io ero troppo frettoloso e avventato ma questo mi succedeva un po’ per il mio carattere irruento e un po’ perché mi riempiva di entusiasmo. Era bello seguire Gesù con i miei amici. Sentivo di non essere solo. Sentivo che sulle sue parole potevo contare e che mi mostrava la cosa più bella che ci sia: che non siamo mai soli perché c’è un Padre che ci vuole infinitamente bene e ci accompagna. Capivo ogni giorno che passava che una vita bella era una vita come la sua fatta di accoglienza, di ascolto, di dolcezza del cuore, mitezza e amore.
Io lo conoscevo e molto bene.
Però, capitemi, quella notte tutto stava andando a rotoli. Eravamo arrivati a Gerusalemme con Gesù per la Pasqua e una settimana dopo che la città ci aveva accolto festosamente ci siamo trovati assaliti da uomini armati nella notte che erano venuti per catturarlo. Perché? Perché ora lo cercavano come un criminale? Perché lo odiavano? Non aveva e non avevamo fatto niente ma ci sono venuti incontro con spade e bastoni ed erano veramente tanti. Lo hanno portato via con violenza e lo hanno trascinato a casa dei potenti per giudicarlo e condannarlo. La città non lo tollerava più d’improvviso. Lo insultavano, lo picchiavano... sputavano al maestro ed amico con il quale avevo passato tre anni della mia vita. Su di lui risuonavano minacce e cattiverie. La gente sembrava aver perso la testa, era cattiva.
Come pensate che potevo sentirmi? Chi mi dice vigliacco quella notte non c’era. Avevo paura, gli occhi di tutti ci erano addosso, ci giudicavano e condannavano. Chi aveva a che fare con Gesù era da punire. Non ho il cuore dell’eroe, Gesù me l’aveva pure detto. Stavo male. Non volevo lasciarlo. L’ho seguito fino alla casa del sommo sacerdote perché avevo paura per lui ma ad un certo punto ero terrorizzato dal fatto che se la prendessero anche con me.
Chi se la sente di condannarmi? Non giudicatemi. So che potete capirmi come ci si sente di fronte alla prova, alla paura, alla sensazione di perdere tutto. Possibile che voi non sappiate come ci si sente di fronte ad un fallimento, ad una crisi? Non avete avuto mai almeno il timore di dire a casa di un brutto voto, di uno sbaglio? E pensate a me... io di fronte non avevo dei genitori che, per quanto possano essere severi, mi vogliono un gran bene. Avevo tutti contro. Saprete pure voi cos’è un dubbio nella vita? Avrete provato la sensazione di essere in crisi? Di sentirsi che tutto o quasi ci viene contro? Di sentire che è ingiusto quello che viviamo? Avrete pure provato queste cose e non lo si fa a cuor leggero. Anche voi come me potete essere fragili e cadere ma chi può giudicarci?

Stavo perdendo Gesù...

Con amicizia per tutti voi,

Simone detto Pietro

"Dopo il testo del Vangelo e questa attualizzazione siamo tornati a guardare dentro di noi chiedendoci: "Mi trovo anch'io a voltare le spalle a Gesù? Sono smarrito, dubbioso e fragile anch'io nel seguirlo?"

Incontro 15 Novembre

Recuperiamo un pò le "puntate precedenti"...
Nell'incontro del 15 Novembre abbiamo affrontato una riflessione che possiamo sintetizzare con la coppia di parole "Entusiasmo/Resistenza".
Cosa abbiamo fato?
Siamo partiti chiedendoci "Che cosa mi piace fare con gioia, pieno/a di carica?"
Ci siamo confrontati su tante situazioni volgendo il nostro pollice verso l'alto o verso il bassoazi (leggere un libro, andare al cinema, shopping, studiare, uscire con i genitori, lavorare a qualcosa, andare a messa...)
Per ogni situazione abbiamo un pò chiarito e argomentato.
Successivamente siamo passati un pò a confrontarci con la nostra dimensioni di credenti con questi interrogativi:
"Quando provo gioia nell'andare verso il Signore? A lasciarmi coinvolgere? Ad aprirmi alle sue parole? Quando invece sono più dubbioso? E cosa mi frena?"

Abbiamo riflettuto cercando di far sì che poi la nostra riflessione si trasformasse in preghiera da condividere ed, in conclusione, non dimenticando che stiamo affrontando un percorso con la compagni di Pietro, abbiamo letto il Vangelo di Matteo (Mt 26, 33-35) il brano in cui Pietro parte entusiasta e quasi spavaldo nel porsi al fianco di Gesù (o anche davanti a lui) ma... vedremo poi che Pietro troverà un blocco nel dar seguito a questo entusiasmo, non sarà così forte come crede di essere.