martedì 3 dicembre 2013

Incontro 30 Novembre - COME POTREI ABBANDONARTI?

Altra tappa... vi ricordate l'incontro? Chi c'era sicuramente sì... chi non c'era ci segua un attimo:
Abbiamo iniziato leggendo insieme il brano tratto dal libro del profeta Osea, 11-9. Di cosa parlava il brano? In estrema sintesi mostrava la dolcezza di un Dio che come un padre ama il proprio popolo/figlio disobbediente. A questo figlio dice "Come potrei abbandonarti?"... è una domanda retorica che dice che mai lo lascerà solo. A partire da questo brano abbiamo poi visto insieme dei video che, roviniamo la suspence, si muovevano tra i temi della fedeltà/infedeltà, affetto, solitudine, vicinanza, amore... 



Ve li ricordate? Ci sono serviti come spunto proprio per interrogarci e per riflettere su come viviamo noi nella vita di tutti i giorni i rapporti con chi abbiamo attorno, se teniamo al valore della fedeltà, se abbia paura di rimanere soli, se sappiamo di poter sempre e comunque contare su qualcuno che ci è sempre vicino...

Dopo esserci confrontati ci siamo richiamati ad un'altra PERSONA che ci promette che ci sarà sempre vicina, certo, in maniera diversa rispetto al compagno di banco... attraverso segni a cui dobbiamo fare attenzione, attraverso la compagnia di persone che ci mette vicine, attraverso una vita nella comunità, attraverso una Parola ed una presenza che dentro di noi ci "scalda". Questa persona è Gesù che in Matteo 28,9-10.16-20 ci promette: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo"

E che ci è vicino che lo richiama anche questa piccola storiella con la quale ci siamo lasciati...






Incontro 23 Novembre - Dov'è Abele tuo Fratello?

Ciao a tutti, nel nostro percorso attraverso le domande della Bibbia dopo aver riflettuto sulla domanda "Dove sei?" fatta da Dio ad Adamo passiamo alla domanda che emerge dalla lettura della Genesi 4,1-16.

L'episodio è quella di Caino che, invidioso verso il fratello Abele dopo che vede che Dio preferisce i suoi doni, lo uccide. Il brano è stato un punto di partenza per dirci un pò e raccontarci se e quando abbiamo avuto recentemente dei litigi o delle incomprensioni con i nostri fratelli/sorelle e più in generale con le persone che abbiamo vicine. Abbiamo visto che ognuno di noi non è sempre un "santo"... 
Attraverso un cartellone man mano che la discussione procedeva abbiamo cercato di fissare gli aspetti principali della discussione e anche, come abbiamo fatto l'ultima volta, cercato di attualizzare e di scomporre nei vari significati possibili la domanda che era presente nel brano "Dov'è Abele tuo fratello?".
Dio, dopo l'episodio di violenza, pone a Caino questa domanda non perchè non sappia che Caino ha ucciso il fratello Abele ma perchè gli si fa incontro e lo chiama a rispondere, ad interrogarsi... nel rispondere Caino rigira la domanda mostrando che lui rifiuta qualsiasi responsabilità nei confronti del fratello, non se ne cura e si nasconde. Dice infatti "Sono forse il custode di mio fratello?".



Alla fine dell'incontro invece abbiamo cercato di dare una risposta diversa prendendo le parole di Gesù che infatti ci dice di amare e prenderci cura dei nostri fratelli: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.  Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici." Gv 15,12-13

sabato 23 novembre 2013

Incontro 16 Novembre - DOVE SEI?

Ed eccoci a fare un altro passo... Chiudendo l'incontro precedente avevamo letto un piccolo racconto e lo stesso abbiamo letto aprendo questo nuovo incontro

"Rabbi Shneur Zalman, il Rav della Russia, era stato calunniato presso le autorità da uno
dei capi dei mitnagghedim, che condannavano la sua dottrina e la sua condotta, ed era
stato incarcerato a Pietroburgo. Un giorno, mentre attendeva di comparire davanti al
tribunale, il comandante delle guardie entrò nella sua cella. Di fronte al volto fiero e
immobile del Rav che, assorto, non lo aveva notato subito, quest’uomo si fece
pensieroso e intuì la qualità umana del prigioniero. Si mise a conversare con lui e non
esitò ad affrontare le questioni più varie che si era sempre posto leggendo la Scrittura.
Alla fine chiese: “Come bisogna interpretare che Dio Onnisciente dica ad Adamo:
«Dove sei?». “Credete voi - rispose il Rav - che la Scrittura è eterna e che abbraccia
tutti i tempi, tutte le generazioni e tutti gli individui?”. “Sì, lo credo”, disse. “Ebbene -
riprese lo zaddik - in ogni tempo Dio interpella ogni uomo: ‘Dove sei nel tuo mondo?
Dei giorni e degli anni a te assegnati ne sono già trascorsi molti: nel frattempo tu fin
dove sei arrivato nel tuo mondo?’. Dio dice per esempio: ‘Ecco, sono già quarantasei
anni che sei in vita. Dove ti trovi?’”.

(Martin Buber, Il cammino dell'uomo, ritorno a se stessi)
Questo è il testo integrale del libro
http://www.liberospirito.org/Testi/Buber/02)%20Il%20cammino%20dell'uomo.pdf

Che senso aveva leggere insieme questo brano? Intanto questo brano si collega a questo episodio biblico Gn 3,6-10, a quando cioè Dio chiede ad Adamo che si stava nascondendo dopo aver mangiato dall'albero proibito "Dove sei?" Dio fa una domanda semplice ad Adamo ma al tempo stesso la fa a noi, la fa a tutti ed in ogni tempo... non ce la fa perchè non ci trova ma ce la fa perchè noi possiamo fermarci a riflettere, a guardarci dentro, a sentirci interrogati... Ma che domanda è "Dove sei?"
Abbiamo cercato di approfondirla tutti insieme attraverso un brainstorming:


Ne è venuto fuori un lavoro buono e abbiamo visto la ricchezza di una domanda all'apparenza semplice che ci interroga però, se la facciamo nostra, molto nel profondo.

Questa domanda, che è stata la prima che Dio ha posto all'uomo, risuona sempre nella storia e settimanalmente in maniera particolare quando partecipiamo alla Messa, ascoltando la Parola che viene proclamata. La Chiesa infatti ci propone nella Liturgia della Parola la lettura e l'ascolto della Bibbia che ogni domenica ci interroga e continua a chiederci "Dove sei?", "Verso dove vai?", "Come stai camminando?"...
Vi abbiamo proposto un cartellone, non particolarmente bello ;), 
per vedere rapidamente come si struttura il tempo liturgico annuale... e abbiamo poi letto con attenzione il Vangelo della domenica...
Ogni domenica la Bibbia torna a parlarci e a chiedere: "Dove sei?"

Incontro 9 Novembre

Riprendiamo il cammino... Come sempre, quando iniziamo l'incontro, ci rinfreschiamo un pò sul percorso che facciamo insieme: stiamo cercando di capire e vedere perchè la Bibbia è un libro attuale per noi oggi, essenzialmente...
Come fa ad essere attuale? Sveliamo subito il finale: la Bibbia non è un libro di risposte buone per tutto, è un libro che anzi apre a tante domande, che ci interroga, che ci chiama a guardarci dentro, che ci invita ad aprirci ad una relazione e le tante domande che lì vengono poste e che Dio stesso fa non sono morte ma sono rivolte a noi ancora qui e oggi.
Il lavoro che vi abbiamo proposto è stato questo: Abbiamo tirato fuori dalla Bibbia cinque domande e per ognuna abbiamo riportato un piccolo commento che poteva aiutarci a riflettere e vi abbiamo lasciato del tempo per guardarvele... le domande ed i commenti erano questi:

Dov’e’ abele, tuo fratello ? Genesi 4,1-16

La domanda di Dio rivolta a Caino è inserita in uno dei racconti più drammatici di tutta la Bibbia.
In meno di dieci versetti del quarto capitolo della Genesi la bella notizia della fraternità, descritta per la prima volta nella Bibbia, sfocia in un tragico fratricidio. In questo episodio si vuole sottolineare l’importanza e nello stesso tempo la difficoltà della comunicazione autentica tra fratelli.
Con la parola fratelli si intende non solo il legame di sangue, ma anche quello proprio di persone che sono in una comunità e anche in una società variegata.
La domanda di Dio verifica la nostra disponibilità a rivedere la qualità delle nostre relazioni.
Ci spinge a vedere quanto siamo disposti ad aprirci all’altro che ha interessi diversi da me, cultura diversa, gusti diversi. E allo stesso tempo ci dovremmo chiedere quanto sono importanti le relazioni con gli altri, quanto è importante per noi il valore della prossimità.

Come potrei abbandonarti ? Osea 11,1-9

La domanda vuole puntare l’attenzione su una tra le più importanti verità di tutte la riflessione teologica: la fedeltà di Dio.
Questa domanda si propone al nostro cuore in tutta la sua disarmante vicinanza e tenerezza. Questa domanda ci dice che non c’è stato un solo istante di un solo giorno nel quale Dio non abbia camminato al nostro fianco. Non siamo mai stati soli. Dio c’era.
Non siamo stati, né saremo dimenticati da Dio. Grazie alla sua vicinanza scopriamo anche la preziosità di tante cose della nostra vita e di coloro che ci vivono accanto e che diamo per scontato.
Questa domanda apre la strada ad altrettante domande...se per esempio sentiamo questa vicinanza, oppure ci sentiamo soli.
Se non scorgiamo nessuna orma di Dio, ciò non significa che Lui non sia passato.
Le orme sono solo scintille che fugacemente illuminano attraverso uno sguardo, un sorriso, un gesto...

Che cercate ? Giovanni 1,35-39

Le parole di Gesù sono di valore inestimabile. Esse definiscono chi è il discepolo: un cercatore, un esploratore, sempre disponibile a lasciarsi provocare dall’esistenza quotidiana nella consapevolezza di trovare nella domanda la ragione del proprio esistere.
La domanda è più un invito di Gesù ad uscire dalle nostre abitudini, dai nostri schemi e essere disponibili ad un cambiamento.
Quella voce che domanda ci chiede di entrare in relazione con Dio... ci sentiamo dunque pronti?
Il più bell’augurio che possiamo farci, allora, è quello di lasciarci risuonare nel nostro cuore questa domanda, così da essere in grado, poi, di ascoltare il suo invito “Venite e vedrete”.

Voi chi dite che io sia ? Matteo 16,13-23

Il Vangelo è stato scritto per far nascere dentro di noi la nostalgia della bellezza di conformarsi a Gesù. Per fare ciò è necessario capire bene chi Egli è.
Una tale domanda non richiede semplicemente una risposta, piuttosto esige un impegno in grado di orientare tutta la nostra vita. Dunque ecco che altre domande compaiono: cosa penso di Gesù, chi è Lui per me, che spazio occupa il Vangelo nella mia giornata...

CHE VUOI CHE IO FACCIA PER TE? Luca 18, 35-43

La domanda di Gesù ci può spiazzare: non è abbastanza chiaro che cosa possa volere un cieco? Con la sua domanda Gesù in fondo istruisce la fede del cieco di Gerico. Questi si rivolge al Maestro riconoscendo la sua identità («figlio di Davide») e chiedendo la sua misericordia («abbi pietà»). Ci vede già meglio di molti altri, e tuttavia vive un limite grave, ritenuto insuperabile e frutto del peccato. Gesù se lo fa condurre e quando è vicino chiede. La relazione è diventata personale: che cosa vuoi tu da me? Che cosa vuoi che ci sia tra me e te?
Il cieco ha ottenuto una cosa, la vista, ma soprattutto ha trovato qualcuno con il quale poter condividere il cammino della vita e l’approdo alla vita eterna.

Ritrovati insieme ci siamo chiesti quali fossero le domande che più ci avevano toccato, che avevamo sentito più vicine e nostre... Questo per vedere come davvero queste come molte altre sono domande attuali e sempre nuove.
In chiusura abbiamo letto una storiella da cui saremmo ripartiti poi l'incontro successivo tratta da Martin Buber, Il cammino dell'uomo... la primissima

Incontro 26 Ottobre - COM'E' FATTA LA BIBBIA?

Proseguendo il nostro percorso abbiamo dedicato un incontro, forse piuttosto didattico, a vedere in concreto com'è fatta la Bibbia (quale struttura, qualche nota storica, quali generi letterari...) attraverso una presentazione in power point. Ricordate?

Scorse le slide di spiegazione abbiamo fatto un piccolo lavoro per cercare di riconoscere la diversità dei generi letterari della Bibbia che, essendo un libro composto a più mani, formato da tanti libri e scritto in secoli diversi... un pò di varietà la dovrà pur presentare, no? Allora prendendo in mano alcuni versetti qua e là (2 Samuele 5,4 ; Esodo 20,15-16 ; Salmo 84 ; Proverbi 15,1 - 23,15 ; Isaia 55,9 ; Filippesi 1,1 ; Apocalisse...) li abbiamo associati ai generi storico/narrativo, normativo, poetico, sapienziale, profetico, epistolare e apocalittico...

Torniamo alla questione: ma perchè tanta varietà?

I libri biblici non sono nati tutti nello stesse tempo e nello stesso luogo. Alle loro spalle c'è un complesso lavoro editoriale che abbraccia secoli e che fissa in testi scritti i ricordi e le vicende di Israele, la predicazione dei profeti, la preghiera del popolo, la riflessione dei sapienti, le parole di Gesù, la sua vicenda, il primo annuncio cristiano. Non è facile da ricostruire le tappe. Dietro i testi, però, non c'è solo la riflessione umana: ogni libro porta l'impronta dello Spirito di Dio e il suo contenuto viene considerato "ispirato". Questo non significa che Dio abbia dettato i testi agli autori sacri come farebbe un capoufficio con la sua segretaria. Ogni autore mantiene la propria personalità, il proprio modo di esprimere la rivelazione divina. La sapienza dell'uomo e il soffio dello Spirito si intrecciano senza costrizioni, infondendo una sapienza ispirata che rende le parole della Scrittura, vive ed efficaci.


Incontro 16 Ottobre 2013... Si ricominciaaaaa

Dopo una lunga pausa dell'aggiornamento del blog eccoci qua a recuperare...
Allora, dove eravamo rimasti? Beh, per la precisione, da dove siamo ripartiti? Dopo l'incontro del 12 ottobre con gli altri gruppi delle superiori ci siamo detti che questa prima parte dell'anno l'avremmo dedicata ad affrontare un tema fondamentale per un credente, per un cristiano: quello della Bibbia. Non siamo qui a fare gli studiosi di testi antichi o gli esperti di letteratura ma abbiamo deciso di fare un piccolo percorso insieme per cercare di scoprire se e perchè questo/i libro/i continua ad essere significativo e attuale per noi qui ed oggi.
In questo primo incontro con la Bibbia in mano, sfogliando le sue pagine e chiacchierando insieme, abbiamo dato il via ai lavori chiedendoci a vicenda Cos'è? Com'è fatta? La conosciamo? Chi l'ha scritta? La capiamo? Come si è formata?... Insomma abbiamo aperto tante domande e ci siamo lasciati con le parole di questo brano tratte dal libro dell'Esodo (Es, 34,27)

Poi il SIGNORE disse a Mosè: «Scrivi queste parole; perché sul fondamento di queste parole io ho fatto un patto con te e con Israele».

... che ci riportano al fondamento del nostro cammino che Dio ha stretto con la sua Parola.
E come ultima immagine di sintesi ci siamo lasciati questa... che la Bibbia è come un grande album di famiglia... la storia di un cammino pienamente umano insieme a Dio... in questo album di famiglia ci siamo anche noi...



sabato 25 maggio 2013

INCONTRO 18 MAGGIO – NON SPRECHIAMO IL TEMPO


Ciao,
         siamo arrivati all’ultimo incontro come gruppo di primo superiore. E’ stato un percorso lungo e… speriamo interessante. In questa ultima parte dell’anno abbiamo lavorato un po’ riflettendo sul nostro crescere. Dopo la Cresima ad Ottobre scorso un po’ più grandi lo eravamo già diventati e avrete visto sicuramente che con la nuova scuola cominciata molte cose saranno cambiate. Crescendo abbiamo visto che siamo chiamati a nuovi modi di relazionarci con noi e gli altri perché non siamo più bambini e abbiamo preso in mano parole come responsabilità e servizio.
In questo ultimo incontro siamo partiti da questo piccolo brano di Seneca, uno scrittore e pensatore latino, per introdurre l’ultimo passaggio:

“Fai così, caro Lucilio: renditi veramente padrone di te e custodisci con ogni cura quel tempo che finora ti era portato via o ti sfuggiva. Persuaditi che le cose stanno come io ti scrivo: alcune ora ci vengono sottratte da vane occupazioni, altre ci scappano quasi di mano; ma la perdita per noi più vergognosa è quella che avviene per nostra negligenza. Se badi bene, una gran parte della vita ci sfugge nel fare il male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta quanta nel fare altro da quello che dovremmo. Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo e alla sua giornata, e che si renda conto com’egli muoia giorno per giorno? In questo c’inganniamo, nel vedere la morte avanti a noi, come un avvenimento futuro, mentre gran parte di essa è già alle nostre spalle. Ogni ora del nostro passato appartiene al dominio della morte. Dunque, caro Lucilio, fa’ ciò che mi scrivi; fa’ tesoro di tutto il tempo che hai.

L’incontro l’abbiamo infatti incentrato sul tema del tempo e sull’invito a non sprecarlo. All’inizio ci siamo chiesti se ci siamo mai accorti di aver in mente tante cose da fare per poi renderci conto di non aver combinato niente, di aver sprecato tempo insomma…
Dopo un confronto ci iamo lasciati il tempo di stilare una lista di cose importanti da fare. In questa settimana o nei giorni che seguiranno… e chissà magari pensando anche al tempo che ci si libererà con l’arrivo delle vacanze.
Dopo aver fatto questo piccolo elenco-impegno abbiamo preso in mano un brano dal Vangelo di Matteo (Mt 25, 14-30), il brano della parabola dei talenti. A partire dal brano, dove vediamo come l’invito forte del Vangelo è a spendere e far fruttare i doni che si sono stati affidati che siano piccoli o grandi, abbiamo riflettuto su questa domanda:
Se dovessi essere chiamato ad un servizio, a donare un po’ del mio tempo, sarei pronto? Quali paure avrei? Quali potrebbero essere i sostegni?

sabato 18 maggio 2013

INCONTRO 11 MAGGIO

Dopo l'incontro in cui abbiamo posto la nostra attenzione sulla parola SERVIZIO in quest'ultimo incontro abbiamo avuto una panoramica dei vari servizi che interessano la nostra parrocchia. Questo lo abbiamo fatto attraverso un breve video dove, alla sintesi iniziale che vi mettiamo sotto, seguivano immagini per illustrare come i servizi che vengono svolti riguardano essenzialmente gli ambiti dell'educazione alla fede (incontri, camposcuola, conivivenze...), quello dell'animazione liturgica e quello dell'animazione in senso stretto anche con l'associazione Ri-Animazione che è nata dalla nostra parrocchia.


Nel video scorrevano tante immagini che richiamavano tante iniziative. Ognuna di queste ha il proprio valore, così come l'attività che con alcuni si è vissuta la domenica precedente nell'animare un'ora e mezza di gioco per i bambini che avrebbero fatto la prima comunione.
Dopo aver visto il video attraverso una tecnica semplicissima ci siamo chiesti quali impressione ci ha fatto?
Sul tavolo abbiamo lasciato dei foglietti con una faccina stilizzata (l'emoticon) ed un'inizio di frase... si andava dalle più entusiaste a quelle più perplesse (Bello!!!... ; Sì, certo interessante, però....; Mah, boh, cioè, insomma...; ecc.). Con quale stato ci si immedesimava di più?
Dopo questo primo confronto ci siamo poi lasciati il tempo di pensare a quale nostro dono saremmo in grado di offrire, cosa ci piacerebbe....




sabato 11 maggio 2013

INCONTRO 4 MAGGIO - SERVIZIO

Ciao ragazze e ragazzi,
                                  eccoci a fare il punto...
Lo scorso incontro l'abbiamo dedicando, portando avanti il percorso sul CRESCERE, ad un aspetto che si lega in maniera diretta a quello della responsabilità. Se, come abbiamo detto, essere responsabili vuol dire rispondere di qualcosa senza fuggire e, prima di questo, accorgersi, quindi, che attorno a noi ci sono situazioni e persone che ci domandano qualcosa allora è naturale proseguire parlando di SERVIZIO.
Come lo abbiamo fatto? Leggendo insieme un brano dal Vangelo di Giovanni: Gv 13, 1-17, il brano della lavanda dei piedi.
Dopo aver ascoltato la lettura, l'abbiamo ripresa in mano personalmente e abbiamo cercato di tirar fuori le parole che a noi sono sembrate più significative e le abbiamo scritte su un cartellone...
... tra le varie possibilità di leggere il brano (sappiamo che la Bibbia ha una ricchezza che non possiamo pretendere di dare una semplice spiegazione come se con il nostro commento la esaurissimo nei suoi significati) vi abbiamo proposto di partire dal versetto 4
"si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse"

In quel versetto c'è un pò una chiave per capire alcuni significati del brano. Vi ricordate? Gesù per primo si alza, si scomoda, si libera dalle vesti, che possiamo dire simbolo del suo ruolo, della sua autorità e prende un "abito da lavoro". Si piega verso i suoi discepoli e mostra come sia il centro dell'amore per chi incontriamo il farsi piccolo e servire gratuitamente, il piegarsi alle necessità dell'altro anche se per noi è scomodo e non sempre facile.

Dopo aver riflettuto un pò insieme sui significati del brano ci siamo domandati se siamo in grado di servire e donare qualcosa di noi stessi, servire... e ci siamo anche questi se qualcosa ci frena o ce lo rende difficile.

sabato 4 maggio 2013

Incontro 27 Aprile-RESPONSABILITA'

Eccoci di nuovo qui! Allora... nei precedenti incontri sulla crescita abbiamo avuto modo di vedere un pò alcuni cambiamenti da quando eravamo più piccoli ad oggi (mille altri possiamo trovarne ma... non si fa in tempo ;) ) e... comunque, andando avanti, con questo incontro vogliamo vedere invece cosa comporta, per così dire, l'essere grandi.
Iniziamo a riflettere attorno ad una parola che sentiamo ripetere forse fino allo sfinimento: RESPONSABILITA'


Abbiamo iniziato con il classico Brainstormig. Crescere vuol dire diventare responsabili ma... cosa vuol dire questa parola?
Dal brainstorming sono venute fuori molte cose importanti e noi volevamo sottolineare una cosa essenziale. Responsabilità vuol dire rispondere di qualcosa a qualcuno. Cioè, non essere ripiegati su se stessi, non pensare solo a quello che interessa e importa a noi ma guardare oltre... rendersi conto che fuori da noi, attorno a noi ci sono delle cose che chiedono risposte... ci sono domande da parte delle persone, impegni e situazioni che ci chiamano ad attivarci e delle quali non possiamo far finta di niente.

Nel secondo passaggio dell'incontro vi abbiamo offerto delle "regole" per essere responsabili, quasi un decalogo sul quale abbiamo riflettuto per vedere se le condividiamo queste "regole", se ci piacciono, se vogliamo criticarle, aggiungerne di altre o modificarle... Insomma ci siamo un pò confrontati.



Al prossimo incontro....

Incontro 20 Aprile - COMUNICAZIONE

Ciao ragazzi e ragazze,
                                  nell'ultimo incontro abbiamo affrontato il tema del nostro corpo che si trasforma crescendo e... beh, andate a vedere il post precedente se non vi ricordate bene. In questo incontro invece abbiamo affrontato il tema della Comunicazione. Comunicare non vuol dire semplicemente scambiare informazioni e dati come se fossimo computer...
Ricordate? Abbiamo iniziato scrivendo su dei post-it quali secondo noi sono i mezzi di comunicazione che vediamo intorno a noi più importanti.
Fatta questa rapida elencazione dei vari mezzi (telefonini, computer, televisione, bocca...) abbiamo cercato di trovare insieme i vari pro e i contro di ognuno e a seguire ci siamo chiesti come fosse cambiata la nostra comunicazione da quando eravamo piccoli ad oggi e poi quali mezzo privilegiamo. Confrontandoci abbiamo visto che da piccoli comunicavamo in maniera molto veloce essenzialmente per un fine: trovarsi. Cioè, si chiamava l'amico per mettersi d'accordo per trovarsi a casa insieme per giocare e divertirsi... l'importante era quello.
In conclusione dell'incontro abbiamo capito che ogni mezzo è importante per costruire una comunicazione efficace ma non può mai mancare, ed è da privilegiare, l'incontro diretto, il contatto ed il confronto (un pò come ci proponiamo di fare noi il sabato) per creare davvero una comunicazione che sia comunione, unione, legame fondamentale per la nostra formazione e crescita.

A presto!

mercoledì 17 aprile 2013

Incontro 13 Aprile

Nel primo incontro del nostro percorso sulla CRESCITA ci siamo confrontati un pò su come siamo cambiati nei nostri atteggiamenti/situazioni/modi di fare. In questo incontro abbiamo visto invece l'aspetto della crescita dal punto di vista del nostro corpo. E' ovvio che con gli anni che passano il nostro corpo cambia e il fermarsi un pò a rifletterci vale la pena per capire che noi non siamo semplicemente un cervello che ragiona o uno spirito libero che svolazza ma che siamo persone complete con un cuore, un'intelligenza ed un corpo.

Ci siamo fatti aiutare nell'affrontare il tema da un libriccino di Erri De Luca: I pesci non chiudono gli occhi. In questo libro lo scrittore torna a rivivere e raccontare un estate di quando aveva 10 anni e, con gli occhi a metà di adulto e bambino, riguarda se stesso: un bambino che stava crescendo, scoprendo il mondo con nuovi occhi e facendo nuove esperienze, prima tra tutte quella di scoprire l'interesse per una bambina (e i dispetti che per questa cosa subiva da altri ragazzi), all'interno di un corpo che sembrava non piacergli perchè troppo piccolo e goffo.

Abbiamo letto dei passaggi dal libro e ci siamo rivolti per parlarne insieme un pò di domande. Ecco il materiale dell'incontro:

A) Dieci anni era un traguardo solenne, per la prima volta si scriveva l’età con doppia cifra. L’infanzia smette ufficialmente quando si aggiunge il primo zero agli anni. Smette ma non succede niente, si sta dentro lo stesso corpo di marmocchio inceppato delle altre estati, rimescolato dentro e fermo fuori. Tenevo dieci anni. Per dire l’età, il verbo tenere è più preciso. Stavo in un corpo imbozzolato e solo la testa cercava di forzarlo.

1) Mi piaceva avere 10 anni?
2) Come vedevo il mio corpo a 10 anni?

B) Piangevo, cantavo, mosse clandestine. Attraverso i libri di mio padre imparavo a conoscere gli adulti dall’interno. Non erano i giganti che volevano credersi. Erano bambini deformati da un corpo ingombrante. Erano vulnerabili, criminali, patetici e prevedibili. Potevo anticipare le loro mosse, a dieci anni ero un meccanico dell’apparecchio adulto. Lo sapevo smontare e rimontare.  Di più mi dispiaceva la distanza tra le loro frasi e le cose. Dicevano, anche solo a se stessi, parole che non mantenevano. Mantenere: a dieci anni era il mio verbo preferito.

1) Come vedo gli adulti?
2) Cosa mi piace dell'essere adulto? Cosa invece no?
3) Vorrei essere subito adulto? Oppure mi piace godermi la mia infanzia/adolescenza?
  
C) Conoscevo gli adulti, tranne un verbo che loro esageravano a ingrandire: amare. Mi infastidiva l’uso. In prima media lo studio della grammatica latina l’adoperava per esempio di prima coniugazione, con l’infinito in –are. Recitavamo tempi e modi dell’amare latino. Era un dolciume obbligatorio per me indifferente alla pasticceria. Più di tutto mi irritava l’imperativo: ama.  Al culmine del verbo gli adulti si sposavano, oppure si ammazzavano. Era responsabilità del verbo amare il matrimonio dei miei genitori. Insieme a mia sorella eravamo un effetto, una delle bizzarre conseguenze della coniugazione. A causa di quel verbo stavano zitti a tavola, i bocconi facevano rumore.

1)  L'amore riempie tanti discorsi, canzoni, ecc. E' davvero strana o lontana questa "cosa" per un "piccolo"? Penso di essermi mai innamorato per la prima volta?
2) Cosa pensavo dell'amore prima di quell'evento?

D) Sulla spiaggia dovevo stare in guardia. Ero diventato un bersaglio, inventando modi per darmi fastidio. A mare non potevano seguirmi, a terra erano in tre e cercavano pretesto. Stavo leggendo il giornaletto dell’enigmistica, stavo sulla rena, passavano di corsa vicino per schizzarmi la sabbia addosso. Lo facevano a turno. Qualche minuto e ricominciavano. A mare avevo preso un riccio. Lo nascosi a un pelo sotto la sabbia, accanto al giornaletto. Passò il primo e lo mancò di poco, il secondo aveva le ciabatte, il terzo lo schiacciò e saltò in aria a molla. Atterrò con un grido e si rotolò fino al mare.

1) Sono mai stato oggetto di bullismo?
2) Ho pensato mai di vendicarmi? o mi sono mai vendicato? Ho avuto delle rivincite?
3) Il bullo è chi si crede più grande e forte? Chi è il bullo?
  
E) “Non ho paura, “ dissi, e era vero. Non mi spaventava avere dei nemici.
“Non fa differenza se hai paura o no. Devi prevenire le loro mosse.”
“E come? Se neanche so le mie. E poi dico davvero, non mi fa paura farmi male, essere ferito. Non mi importa. Il mio corpo non mi sta a cuore e non mi piace. E’ infantile e io non sono più così. Lo so da un anno, io cresco e il corpo no. Rimane indietro. Perciò pure se si rompe, non importa. Anzi, se si rompe, da lì dovrà venire fuori il corpo nuovo.”
Devo buttare via questo corpo da bambino che non si decide a crescere. Altro che coltello, devo andare in cerca di quei tre e farmele dare fino a che non si rompe il guscio. Visto che da dentro non lo posso costringere, va fatto da fuori. Devo andare a cercarli.  Oggi lo so che il corpo si trasforma secondo l’uso assegnato, con lentezza di albero. Diverse forme hanno attraversato il mio fino all’attaccapanni che è adesso. A dieci anni credevo nella verità dei colpi. L’irreparabile mi sembrava utile. […]
Ho abitato il corpo trovandolo già pieno di fantasmi, incubi, tarantelle, orchi e principesse. Li ho riconosciuti incontrandoli nel fitto del tempo assegnato. La ragazzina no, lei è stata primizia pure per il corpo. Vicino  a lei reagiva con slancio nelle vertebre, in su verso una crescita improvvisa. Mi accorgevo del corpo, del suo interno, accanto a lei: del battito del sangue a fior di polso, del rumore dell’aria del naso, del traffico della macchina cuorepolmoni. Accanto al suo corpo esploravo il mio, calato nell’interno, sbatacchiato come il secchio nel pozzo. 

1) Come vedo il mio corpo oggi?
2) Mi piaccio o vorrei cambiarlo?
  
F) Di certo non ne provavo [consenso e gratitudine], però amore sì. Chiamo così degli indizi di una parola che si andava formando: le sue mani che avevano tenuto la mia faccia ferma per il pubblico bacio e la mia ubbidienza, l’effetto di guarigione svelta delle ferite, la scoperta emotiva della bellezza. Capivo all’indietro quello che succedeva dentro i libri, quando uno si accorge della specialità di un’altra persona e concentra su quella l’esclusività della sua attenzione. Capivo l’insistenza di isolarsi, starsene in due a parlare fitto. Non c’entrava per me il desiderio,  quell’amore chiudeva con l’infanzia ma non smuoveva ancora nessun muscolo degli abbracci. Scintilla dentro, mi visita il vuoto e me lo illuminava.

NUOVO PERCORSO... CRESCERE! 6 Aprile

Ebbene... per l'ultima parte dell'anno abbiamo scelto di fare una serie di incontri un pò diversi, su un tema sul quale avrete certamente molto da dire: la crescita.

In questo primo incontro introduttivo abbiamo cercato di vedere insieme COS'E'? CHE COMPORTA? ecc.

Per romper il ghiaccio abbiamo visto insieme questo video che conteneva alcune pensieri e riflessioni sul crescere....

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La tecnica è stata molto semplice: in un foglio diviso in tre colonne abbiamo scritto sulla prima colonna una serie di ambiti/situazioni riferiti a noi, cioè: ruolo in famiglia, carattere, priorità/interessi, modo di pensare, amicizia, scuola. Nelle altre due colonne vuote vi abbiamo chiesto di scrivere ciò che avevate da dire in merito a questi punti riferiti ad oggi, all'età di 14/15 anni e a 5 anni fa.

Il perchè è semplice: volevamo vedere un pò come sono cambiate le cose e come siete cambiati voi e discuterne un pò insieme per confrontarci.

Incontro 23 Marzo-AMEN

E come degna conclusione del nostro percorso sul Credo eccoci arrivati alla fine... alla parola AMEN.
Abbiamo iniziato l'incontro leggendo per intero il Credo scritto su un cartellone impegnandoci a fare una lettura attenta e tentando di tenere a mente quei passaggi che ci hanno colpito negli incontri passati e che abbiamo riscoperto. Piccola particolarità: nel cartellone mancava una parola. Quale? Proprio AMEN...
... e che significa AMEN? Tutti sapevamo che amen vuol dire così sia, che ha il significato di dire sì, ci credo! Sì, per me è vero!

Dopo questa prima parte, partendo dall'indicazione che stavamo per entrare nella settimana più significativa della vita della Chiesa, la settimana Santa, abbiamo preso in mano il Vangelo e letto il brano della Passione di Gesù e ci siamo soffermati su alcune domande:

1) Sento che Gesù è morto anche per me?
2) Sono indifferente all'evento?
3) Come ho vissuto la Quaresima? Ho prestato attenzione, ho pregato? oppure è passata velocemente e non me ne sono nemmeno accorto?
4) Sento di prendere un piccolo impegno in preparazione di questa settimana?


Il nostro AMEN vuol dire anche avvicinarci a festeggiare la Pasqua, la festa più importante per i cristiani con consapevolezza e impegno anche perchè, come poi in conclusione abbiamo visto leggendo l'inizio del capitolo 15 della lettera di San Paolo ai Corinzi, è chiaro che la centralità di tutto il nostro Credo sta nell'evento della Pasqua, che cioè quel Dio che si è fatto uomo si è donato fino alla fine e che è vana la nostra fede se non crediamo e non fosse vero che quel dono dell'amore ha avuto l'ultima parola sull'amarezza, la sofferenza, la debolezza e la morte.

... e Buona Pasqua

sabato 23 marzo 2013

Incontro 16 Marzo - la CHIESA


Viste le tre persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo il Credo ci chiama parlare di Chiesa.
Come abbiamo strutturato l'incontro? L'abbiamo presa alla larga... vi abbiamo proposto due fogli: in una c'era una riflessione sul tema dell'individualismo e sull'altra una piccola trattazione su cos'è un gruppo sociale.
A partire da questi testi abbiamo iniziato a discutere aiutandoci con poche e semplici domande:
- Che cos'è un gruppo?
- Quanti gruppi riconosco attorno a me?
- Come mi relaziono nel gruppo? Riconosco che effettivamente ci sono le caratteristiche emerse dal testo (dinamiche, composizione, ecc.)?
Mentre discutevamo ci siamo appuntati le parole più significative di quello che ci dicevamo e la discussione è stata molto interessante e concreta.

Dopo questo primo momento ci siamo chiesti: Ma la Chiesa la definirei un gruppo?
Aiutati dal brano di Matteo (Mt 18, 15-20) abbiamo concluso che sì, la Chiesa è un gruppo ma anche qualcosa di più... vuole essere una comunità: un gruppo dove ognuno mette ciò che ha e aspira ad essere in comunione vera con gli altri e con Chi questa comunità l'ha fondata: Gesù. La Chiesa, recitiamo nel Credo, è una, Santa, Cattolica e Apostolica... Che vuol dire? Che si sforza di essere Santa, unita a Dio e camminando verso lui, accogliendo tutti e parlando a tutti, universalmente e che ha inizio con gli apostoli che hanno conosciuto Gesù e che da loro discendiamo tutti noi.

Incontro 9 Marzo - lo Spirito Santo

Nel nostro piccolo cammino sul Credo in questo incontro abbiamo affrontato lo Spirito Santo. Dovremmo essere preparatissimi in materia visto che non tanti mesi fa abbiamo vissuto insieme il sacramento della Cresima...
Abbiamo iniziato riprendendo con un cartellone le varie immagini e simboli che associamo allo Spirito... vi ricordate? Vento, Colomba, Fuoco, Olio... ecc.
Questo è stato lo spunto per ripartire a riflettere sullo Spirito che la Bibbia ci dice essere portatore di vita... Ricordate questi versetti della Genesi?


"La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell'abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque." Gn 1,2
"Dio il SIGNORE formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente." Gn 1,7

L'incontro si è sviluppato attorno a due elementi: lo Spirito che se accolto in noi è capace di farci sperimentare una vita piena, vera, con un senso e un gusto nuovo e sulla capacità di far fruttare i suoi doni e testimoniarlo.

Abbiamo letto infatti dei brani tratti da un blog di un giornalista, Luigi Accattoli, che con costanza cerca nei giornali e negli eventi che vede notizie significative di chi è stato capace di testimoniare il dono dello Spirito

E poi noi ci siamo chiesti: Sappiamo essere testimoni? In famiglia, con gli amici più vicini...? Quali difficoltà? Insomma... abbiamo fatto una bella chiacchierata prima di terminare l'incontro con la preghiera dell'Invocazione allo Spirito



sabato 9 marzo 2013

Incontro 2 Marzo - Il REGNO

Eccoci di nuovo...

Dopo aver visto Dio Padre abbiamo visto Gesù uomo, portatore di un messaggio nuovo, colui che cammina con noi, ma che ci richiede un impegno, un sì, colui che pur essendo Dio ha sofferto con noi e per noi, colui che ci ha trasmesso il senso ultimo di amore.
In questo incontro abbiamo riflettuto sul Regno dei Cieli di cui tante volte leggiamo nei Vangeli e che nel Credo diciamo che è il Regno di Gesù che non avrà fine... per "lavorare" su questa parola abbiamo costruito un percorso sulle parabile del Regno tratte dal Vangelo di Matteo, così divise:


Mt 13,1-9 (Parabola del seminatore)
Mt 13,31-32 (Parabola del granello di senape)

Mt 13,44 (Parabola del tesoro nascosto)
Mt 13,45-46 (Parabola della perla preziosa)

Mt 20,1-16 (Parabola dei lavoratori della vigna)
Mt 22,1-14 (Parabola del banchetto di nozze)

Mt 25,1-13 (Parabola delle dieci vergini)

e dialogando insieme, spiegandocele a vicenda, abbiamo concluso che parlare di Regno non è altro che parlare in effetti di cosa vuole costruire Dio per e con noi: costruire una realtà nuova (che non è il regno del potere, del dominio, ecc.) che si può realizzare solo accogliendolo e amando. E' sì una cosa piccola e fragile in partenza, forse in cui è difficile confidare pienamente, ma che richiede impegno e cura perchè preziosa. Infatti, usando una riflessione altrui:


"Gesù si serve di diverse immagini per farci desiderare la realtà misteriosa del Regno di Dio (seme, lievito, tesoro, perla, rete gettata nel mare). Questo Regno non è uno spettacolo da contemplare ma un cammino da fare, una realtà da costruire, vivendo come ha vissuto Gesù."

Incontro 23 Febbraio - la CROCE


Ciao a tutti,
                vi ricordate il percorso per arrivare fin qui? Se non ve lo ricordate scorrete i post precedenti... ;)
Guardando al nostro CREDO stiamo vedendo la persona di Gesù che in estrema sintesi è:

- Un uomo con il suo carattere e le sue doti
- Vero Dio... è lui che ci manifesta il Padre misericordioso
- Chiede il nostro Si' per trasformare questo mondo
... e poi?

A parte insegnare e far miracoli da quando eravamo piccoli ci è sempre stato detto che il centro di tutta la sua vita è la Croce e la Risurrezione. Per approfondire e cercare di cogliere il senso più profondo della Croce siamo partiti dalla domanda: 

Che cosa significa per me CROCE?
e via di brainstorming...

Dopo aver letto il brano della passione di Gesù dal Vangelo di Marco (Mc 15,29-38) abbiamo insieme riflettuto se abbiamo mai sperimentato solitudine, tristezza, pesantezza in determinati momenti di bui, così come Cristo proprio sulla Croce dice: "Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?"

L'amore ha portato Gesù a farsi incontro a noi fino alla fine, fin nelle sofferenza e nelle cose peggiori di cui siamo capaci come rispondere a chi ci vuol bene con il rifiuto e la violenza, metterlo a morte. Il suo amore incondizionato lo ha portato a farsi piccolo, mettersi nelle nostre mani e donarsi ma la sua umanità ci mostra come, nonostante la fede nella salvezza, momenti in cui uno sperimenta la vera solitudine, la paura di non farcela ci sono sempre, ma diverso è invece affrontare poi con coraggio tali momenti e non da soli.

Alla fine, se vi ricordate, abbiamo concluso l'incontro con delle parole del Card. Carlo Maria Martini... La Croce non è sconfitta ma Amore vero donato sino alla fine e mai rinnegato.

lunedì 18 febbraio 2013

Incontro 16 Febbraio


Proseguiamo ancora un pò... Crediamo in un solo Signore Gesù Cristo, si recita nel Credo... diciamo che è Dio da Dio... cioè che è sì un uomo ma non solo... è anche Dio... e che è uomo, cioè che si è fatto vicino a noi questo non si discute... Nello scorso incontro con un giro un pò strano abbiamo focalizzato un concetto molto importante: Dio si fa vicino all'uomo ma l'uomo deve dare il suo sì, la sua disponibilità per far sì che Dio lo trasformi e dia senso a quello che fa. Dio si è fatto uomo grazie al sì di Maria che si è resa disponibile ad accoglierlo.
Nell'incontro insieme abbiamo fatto una lunga chiacchierata per parlare di ciò che ci piace fare e di ciò che preferiamo fare nel nostro tempo libero. Per chi c'era abbiamo parlato del tempo in chat o al telefono, del tempo a far le compere con la famiglia, del tempo da soli ad ascoltare musica... ecc... e poi abbiamo letto un brano dal Vangelo di Matteo (Mt 19, 16-22), il brano dell'incontro di Gesù con un giovane ricco. Il giovane ricco aveva tutto ed era a posto con la coscienza, facevo tutto bene ed osservava i comandamenti ma... una cosa alla fine gli mancava: la disponibilità a mettere da parte le sue cose e a seguire Gesù, se vogliamo la disponibilità a spendersi per altro e gli altri, la disponibilità a dire "sì" (come Maria).
E noi ci siamo chiesti se pensiamo mai di donare una parte del nostro tempo per qualcosa di più grande? Possiamo donare qualcosa agli altri di nostro?
Sappiamo guardare oltre noi stessi per essere disponibili? Possiamo fare cose belle e significative... nel nostro cammino in compagnia di Gesù spesso siamo invitati a farlo ma dobbiamo saper entrare nell'ottica spesso difficile del servizio verso gli altri per farlo.

Incontro 9 Febbraio


Ciao ragazzi,
                   aggiorniamoci! Dopo aver affrontato la prima parte del Credo vedendo Dio che è Padre, Onnipotente e creatore siamo passati a vedere da vicino Gesù. Nell'incontro scorso gli abbiamo fatto un identikit da uomo... uomo come tutti. Facciamo un passo in più perchè nel Credo diciamo che Lui è "Dio vero da Dio vero". In questo incontro, che ora ripercorriamo brevissimamente, vi abbiamo proposto una modalità nuova di vivere l'incontro: quella della Lectio divina (in maniera molto agile e semplice). 
Cos'è? La lectio essenzialmente è una modalità di avvicinarsi alla Parola di Dio, alla Scrittura e farla risuonare a noi come attuale, significativa e profonda. La lectio è una forma di ascolto e preghiera insieme. Si parte dalla lettura attenta di un brano. Si passa poi a meditare e riflettere su ciò che si è letto e a farlo parlare a me personalmente e alla mia vita. Poi il nostro ascolto si fa preghiera, ci si apre a Dio ispirati dal brano. L'ultimo momento è quello del silenzio e della contemplazione per lasciare che la Parola rimanga con me in profondità e non superficiale.

In quest'incontro vi abbiamo proposto due brani: il primo è quello della parabola del padre misericordioso (Lc 15,11-32) il secondo ci riporta il comandamento dell'amore di Gesù (Gv 13,34).
Aiutati da don Egidio abbiamo colto la ricchezza di questi brani e la novità di Gesù che non mostra il volto del Signore severo ma del padre che ama, che sa riaccogliere sempre, che ci vuol vicini perchè possiamo essere felici con lui. Dopo il brano attraverso alcune domande avete avuto modo di approfondire, meditare il testo e riflettere su voi stessi alla luce di ciò che si è ascoltato... a partire da pochi semplici spunti che si legavano ai brani:

- Sono contento di ciò che vivo dentro la mia casa/famiglia? Sento ingiustizia?
- Perchè sono insofferente? Che cosa sento che non ho?
- Sono mai capace di fare un passo per chiedere scusa, per tornare indietro sulle mie posizioni o andare incontro a chi mi vuol bene?

In conclusione ci siamo lasciati recitando insieme la preghiera del Padre nostro.

venerdì 1 febbraio 2013

INCONTRO 26 GENNAIO

Abbiamo "superato" il primo blocco dei nostri incontri che ripercorrono il Credo. Dopo aver visto la prima persona, quel Dio che abbiamo visto essere Padre, Onnipotente e Creatore siamo passati alla seconda persona: Gesù.
Per "affrontarlo" bene siamo partiti dalla base: Ma chi è costui? Vi è stato lasciato un fascicoletto con due tipi di  fonti di informazioni per ricostruire l'identikit di Gesù: delle fonti storiche di autori vari (non cristiani) che vivevano circa 2000 anni fa e dalle fonti dei vangeli.
A partire dai brani che vi abbiamo lasciato vi siete messi, divisi in due gruppi, a fare l'identikit di Gesù e avete fatto un ottimo lavoro tirando fuori le caratteristiche caratteriali, di comportamento, ecc. che vi sembravano più importanti. 
Ricordate? Queste sono state le vostre opere:




Dopo esserci ritrovati insieme abbiamo letto insieme il brano tratto dal vangelo di Marco (Mc 8,27-31):

"Poi Gesù se ne andò, con i suoi discepoli, verso i villaggi di Cesarea di Filippo; strada facendo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che io sia?» Essi risposero: «Alcuni, Giovanni il battista; altri, Elia, e altri, uno dei profeti». Egli domandò loro: «E voi, chi dite che io sia?» E Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo».
Ed egli ordinò loro di non parlare di lui a nessuno.
Poi cominciò a insegnare loro che era necessario che il Figlio dell'uomo soffrisse molte cose, fosse respinto dagli anziani, dai capi dei sacerdoti, dagli scribi, e fosse ucciso e dopo tre giorni risuscitasse."

Nel brano Gesù chiede per primo ai suoi discepoli quello che ci siamo chiesti anche noi: "Chi è?" Chi è secondo la gente e chi è secondo noi... E' importante partire da questa domanda fondamentale per seguirlo, per cogliere la sua novità ed il suo messaggio.

Alla fine ci siamo lasciati con una domanda che è rimasta aperta... Abbiamo visto alcune carattersitiche di quest'uomo... Ma perchè diciamo che è Signore?

Al prossimo incontro...

martedì 22 gennaio 2013

INCONTRO 19 GENNAIO

Proseguiamo il nostro percorso nel "Credo" dopo aver riflettuto su Dio che è Padre e che è Onnipotente. In questo incontro abbiamo visto come Dio viene chiamato anche Creatore ma... ci siamo chiesti: CHE VUOL DIRE CREAZIONE? (Oltre al significato del racconto che tutti conosciamo dalla Bibbia)

Chiacchierando tra noi è venuto fuori che vuol dire realizzare qualcosa di nuovo, fare qualcosa che non esisteva, fare qualcosa con creatività, capacità, volontà, cura... non è un semplice fare tanto per.
Poi... abbiamo letto insieme l'inizio del libro della Genesi e costruito durante la lettura un puzzle che ripercorreva i giorni della Creazione


La cosa strana è che, dopo aver letto insieme il brano, c'è stato un momento in cui non si riusciva bene a capire in quanti giorni Dio ha effettivamente creato il mondo e tutto quello che contiene secondo la Bibbia... 6? 7? In 6 se il 7° riposa? O in 7 perchè c'è scritto che in quel giorno porta a compimento? Boh!!

La Bibbia ci dice che crea in 7 giorni ma il 7° è un giorno particolare... proprio quando sospende le sua opera Dio la termina e la termina lasciando che l'Uomo la completi... la affida a lui perchè la prosegua.

Allora ci siamo messi a riflettere su un pezzo di puzzle a partire da queste domande: Io mi sento parte di questa creazione? Me ne interesso? In che modo posso contribuire a proseguirla?
Tutte le nostre riflessioni poi sono state montate insieme a formare/creare qualcosa che ha senso grazie all'apporto di tutti. Ognuno di noi è una tessera importante ed essenziale di questo mondo.




martedì 15 gennaio 2013

IV INCONTRO - DIO ONNIPOTENTE

In quest'incontro vi abbiamo chiesto, sin da subito, uno sforzo d'immaginazione. Infatti,,,
... sappiamo che l'uomo aspira spesso a bastare a se stesso, a poter far tutto, ad avere i cosiddetti "poteri"... ad essere super! Voi, potendo scegliere, quale supereroe verreste essere?

Tra superpoteri e supereroi vi siete spremuti nel "farvi potenti"... chi tipo Hulk, chi Superman, chi donna invisibile, chi con la possibilità di muovere oggetti col pensiero e manipolare le menti, chi passa attraverso i muri... ecc.

Dopo esserci scambiati un pò di fantasticherie varie sui nostri superpoteri abbiamo visto degli spezzoni dal film "Una settimana da Dio" dove, se vi ricordate, al protagonista Bruce Nolan (alias Jim Carrey) viene dato da Dio tutto il potere... era onnipotente! (Lasciamo stare che poi si veste da figo, si fa una supermacchina e divide la minestra nel piatto come se fosse il mar Rosso ;)
E finito il brano ci siamo chiesti... ma che vuol dire Onnipotente?

Voi avete sottolineato soprattutto che vuol dire che "Può far tutto" che "sa far tutto" che "fa tutto quello che vuole". Esatto ma... a noi, cosa importa che c'è un Qualcuno che è in grado di fare qualsiasi cosa? discutendo insieme è emerso che in effetti ci importa e come perchè quel qualcuno non è un semplice qualcuno ma è una persona che noi chiamiamo Padre, una persona che noi crediamo che ci vuol bene (creandoci e chiamandoci alla vita per prima cosa). La sua onnipotenza è soprattutto quella di avere un amore grande, è lì il centro del suo "potere".

Ricordate il brano di Sant'Agostino che abbiamo letto in conclusione?

"Credo in Dio, Padre onnipotente". Che concisione e che forza! Dio e Padre insieme: Dio nella potenza, Padre nella bontà. Felici noi che abbiamo in Dio un Padre! Crediamo in Lui e tutto speriamo nella sua misericordia: è onnipotente! Qualcuno dirà: "Non può perdonare i miei peccati". Come! Non lo può essendo onnipotente? Forse obietti: "Ho peccato tanto!". Io ho solo una risposta: è onnipotente!

III Incontro - 1 Dicembre - DIO PADRE

Nell'incontro precedente ci eravamo lasciati dicendo che avremmo proseguito vedendo tre "connotazioni" di Dio. La prima è che Dio è Padre!
In apertura dell'incontro ci siamo fatti stimolare da un video in cui c'erano, montate insieme, varie figure paterne. Ricordate?

Finito il video ci siamo chiesti: Qual è il papà perfetto?
Il papà perfetto è quello che... oppure è quello che... libera espressione sulle caratteristiche, qualità e aspetti che desideriamo o cerchiamo nei nostri padri.



Da qui poi siamo arrivati a dire che noi abbiamo anche un altro Padre... un padre che non vediamo al mattino prima di andare a scuola o all'ora di pranzo o all'ora di cena ma... un Padre che c'è!

Vi abbiamo lasciato alcuni brani che avevano al centro l'immagine di Dio come padre che ha cura di noi, suoi figlio, su cui riflettere (Mt 6, 25-32 _ Lc 15, 11-32 _ Mt 5, 44-48) e poi sono state sottolineate in questi brani le parti più significative.

Nel prossimo incontro: Dio Onnipotente

II Incontro - 24 Novembre - CREDO IN DIO

Continuando il percorso proposto, o meglio, entrando nel vivo del percorso attraverso il "Credo" in questo incontro abbiamo visto la primissima parte... cioè: Credo in Dio.
Attraverso un piccolo gioco di carte illustrate con immagini legate alle religioni più diverse alle quali dovevamo assegnare il nome esatto abbiamo visto che esistono tantissime religioni e fedi (ognuna con propri simboli, immagini e tradizioni).
Tornando a noi poi abbiamo letto insieme questi pochi versetti dal libro dell'Esodo (Es 33, 20-23) dove in maniera esplicita, quando Dio parla con Mosè, leggiamo come il Suo volto nessun'uomo può vederlo:

Disse ancora: «Tu non puoi vedere il mio volto, perché l'uomo non può vedermi e vivere». E il SIGNORE disse: «Ecco qui un luogo vicino a me; tu starai su quel masso; mentre passerà la mia gloria, io ti metterò in una buca del masso, e ti coprirò con la mia mano finché io sia passato;  poi ritirerò la mano e mi vedrai da dietro; ma il mio volto non si può vedere».

Nessun'uomo può vedere Dio ma noi... come ce lo immaginiamo? Se vi ricordate abbiamo preso dei fogli bianchi e cercato di scrivere e disegnare una nostra idea. Sono venute fuori cose moooolto interessanti da parte vostra e ci siamo scambiati le nostre idee poi....
.... poi abbiamo preso un versetto dal Vangelo di Giovanni  (Gv 1,18) che ci diceva una cosa molto chiara:

Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l'ha fatto conoscere.

Abbiamo un modo per conoscere Dio. Conoscere suo figlio, Gesù, che si è fatto carne, uomo come noi, e ci rivela il vero volto di Dio.

Nei successivi incontri riprendiamo tre semplici immagini e parole concrete su Dio, cioè:
Padre - Onnipotente - Creatore