sabato 23 novembre 2013

Incontro 9 Novembre

Riprendiamo il cammino... Come sempre, quando iniziamo l'incontro, ci rinfreschiamo un pò sul percorso che facciamo insieme: stiamo cercando di capire e vedere perchè la Bibbia è un libro attuale per noi oggi, essenzialmente...
Come fa ad essere attuale? Sveliamo subito il finale: la Bibbia non è un libro di risposte buone per tutto, è un libro che anzi apre a tante domande, che ci interroga, che ci chiama a guardarci dentro, che ci invita ad aprirci ad una relazione e le tante domande che lì vengono poste e che Dio stesso fa non sono morte ma sono rivolte a noi ancora qui e oggi.
Il lavoro che vi abbiamo proposto è stato questo: Abbiamo tirato fuori dalla Bibbia cinque domande e per ognuna abbiamo riportato un piccolo commento che poteva aiutarci a riflettere e vi abbiamo lasciato del tempo per guardarvele... le domande ed i commenti erano questi:

Dov’e’ abele, tuo fratello ? Genesi 4,1-16

La domanda di Dio rivolta a Caino è inserita in uno dei racconti più drammatici di tutta la Bibbia.
In meno di dieci versetti del quarto capitolo della Genesi la bella notizia della fraternità, descritta per la prima volta nella Bibbia, sfocia in un tragico fratricidio. In questo episodio si vuole sottolineare l’importanza e nello stesso tempo la difficoltà della comunicazione autentica tra fratelli.
Con la parola fratelli si intende non solo il legame di sangue, ma anche quello proprio di persone che sono in una comunità e anche in una società variegata.
La domanda di Dio verifica la nostra disponibilità a rivedere la qualità delle nostre relazioni.
Ci spinge a vedere quanto siamo disposti ad aprirci all’altro che ha interessi diversi da me, cultura diversa, gusti diversi. E allo stesso tempo ci dovremmo chiedere quanto sono importanti le relazioni con gli altri, quanto è importante per noi il valore della prossimità.

Come potrei abbandonarti ? Osea 11,1-9

La domanda vuole puntare l’attenzione su una tra le più importanti verità di tutte la riflessione teologica: la fedeltà di Dio.
Questa domanda si propone al nostro cuore in tutta la sua disarmante vicinanza e tenerezza. Questa domanda ci dice che non c’è stato un solo istante di un solo giorno nel quale Dio non abbia camminato al nostro fianco. Non siamo mai stati soli. Dio c’era.
Non siamo stati, né saremo dimenticati da Dio. Grazie alla sua vicinanza scopriamo anche la preziosità di tante cose della nostra vita e di coloro che ci vivono accanto e che diamo per scontato.
Questa domanda apre la strada ad altrettante domande...se per esempio sentiamo questa vicinanza, oppure ci sentiamo soli.
Se non scorgiamo nessuna orma di Dio, ciò non significa che Lui non sia passato.
Le orme sono solo scintille che fugacemente illuminano attraverso uno sguardo, un sorriso, un gesto...

Che cercate ? Giovanni 1,35-39

Le parole di Gesù sono di valore inestimabile. Esse definiscono chi è il discepolo: un cercatore, un esploratore, sempre disponibile a lasciarsi provocare dall’esistenza quotidiana nella consapevolezza di trovare nella domanda la ragione del proprio esistere.
La domanda è più un invito di Gesù ad uscire dalle nostre abitudini, dai nostri schemi e essere disponibili ad un cambiamento.
Quella voce che domanda ci chiede di entrare in relazione con Dio... ci sentiamo dunque pronti?
Il più bell’augurio che possiamo farci, allora, è quello di lasciarci risuonare nel nostro cuore questa domanda, così da essere in grado, poi, di ascoltare il suo invito “Venite e vedrete”.

Voi chi dite che io sia ? Matteo 16,13-23

Il Vangelo è stato scritto per far nascere dentro di noi la nostalgia della bellezza di conformarsi a Gesù. Per fare ciò è necessario capire bene chi Egli è.
Una tale domanda non richiede semplicemente una risposta, piuttosto esige un impegno in grado di orientare tutta la nostra vita. Dunque ecco che altre domande compaiono: cosa penso di Gesù, chi è Lui per me, che spazio occupa il Vangelo nella mia giornata...

CHE VUOI CHE IO FACCIA PER TE? Luca 18, 35-43

La domanda di Gesù ci può spiazzare: non è abbastanza chiaro che cosa possa volere un cieco? Con la sua domanda Gesù in fondo istruisce la fede del cieco di Gerico. Questi si rivolge al Maestro riconoscendo la sua identità («figlio di Davide») e chiedendo la sua misericordia («abbi pietà»). Ci vede già meglio di molti altri, e tuttavia vive un limite grave, ritenuto insuperabile e frutto del peccato. Gesù se lo fa condurre e quando è vicino chiede. La relazione è diventata personale: che cosa vuoi tu da me? Che cosa vuoi che ci sia tra me e te?
Il cieco ha ottenuto una cosa, la vista, ma soprattutto ha trovato qualcuno con il quale poter condividere il cammino della vita e l’approdo alla vita eterna.

Ritrovati insieme ci siamo chiesti quali fossero le domande che più ci avevano toccato, che avevamo sentito più vicine e nostre... Questo per vedere come davvero queste come molte altre sono domande attuali e sempre nuove.
In chiusura abbiamo letto una storiella da cui saremmo ripartiti poi l'incontro successivo tratta da Martin Buber, Il cammino dell'uomo... la primissima

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