venerdì 5 dicembre 2014

INCONTRO 22 NOVEMBRE - il rinnegamento, la caduta

L'ultima volta abbiamo lasciato, col Vangelo di Matteo, un Pietro baldanzoso e pronto a tutto per Gesù. Oggi troviamo un altro lato dell'apostolo...
Infatti in apertura dell'incontro abbiamo letto il Vangelo di Matteo (Mt 26,69-74) nel brano che tutti conosciamo in cui Pietro, intimorito dalla cattura di Gesù, prima del canto del gallo rinnega il suo maestro.
Dopo questi cinque versetti abbiamo lanciato una domanda: "Perchè Pietro che diceva di amare follemente Gesù e che non lo avrebbe mai tradito si è comportato così?"
Dopo un pò di silenzio abbiamo ripreso il Vangelo leggendo Mt 26, 75, dove vediamo l'amarezza di Pietro per quello che ha fatto farsi pianto, e vi abbiamo  proposto un testo di fantasia che provava ad immaginare delle parole di Pietro su quella sera.
Questo:

Voi sapete che quasi tutti mi hanno dato del vigliacco. Mi hanno detto che sono stato incoerente, che avevo detto che avrei fatto tutto per il mio amico e maestro Gesù di Nazareth e poi... mi sono girato dall’altra parte e ho fatto finta di non conoscerlo.
Voi lo sapete che lo conoscevo da tre anni ormai e che avevo messo in gioco tutto per lui da quando l’ho incontrato la prima volta, da quando mi è venuto incontro e mi ha chiamato. Avevo lasciato il mio mestiere e avevo iniziato a camminare con lui perché io mi fidavo di quell’uomo. Mi fidavo perché sentivo che in lui c’era tanto, che con lui crescevo, che mi apriva occhi diversi per vedere le cose che vivevo, che le sue parole erano vere e che sentivo che con lui “stavo dalla parte del giusto”. Gesù a volte mi richiamava perché io ero troppo frettoloso e avventato ma questo mi succedeva un po’ per il mio carattere irruento e un po’ perché mi riempiva di entusiasmo. Era bello seguire Gesù con i miei amici. Sentivo di non essere solo. Sentivo che sulle sue parole potevo contare e che mi mostrava la cosa più bella che ci sia: che non siamo mai soli perché c’è un Padre che ci vuole infinitamente bene e ci accompagna. Capivo ogni giorno che passava che una vita bella era una vita come la sua fatta di accoglienza, di ascolto, di dolcezza del cuore, mitezza e amore.
Io lo conoscevo e molto bene.
Però, capitemi, quella notte tutto stava andando a rotoli. Eravamo arrivati a Gerusalemme con Gesù per la Pasqua e una settimana dopo che la città ci aveva accolto festosamente ci siamo trovati assaliti da uomini armati nella notte che erano venuti per catturarlo. Perché? Perché ora lo cercavano come un criminale? Perché lo odiavano? Non aveva e non avevamo fatto niente ma ci sono venuti incontro con spade e bastoni ed erano veramente tanti. Lo hanno portato via con violenza e lo hanno trascinato a casa dei potenti per giudicarlo e condannarlo. La città non lo tollerava più d’improvviso. Lo insultavano, lo picchiavano... sputavano al maestro ed amico con il quale avevo passato tre anni della mia vita. Su di lui risuonavano minacce e cattiverie. La gente sembrava aver perso la testa, era cattiva.
Come pensate che potevo sentirmi? Chi mi dice vigliacco quella notte non c’era. Avevo paura, gli occhi di tutti ci erano addosso, ci giudicavano e condannavano. Chi aveva a che fare con Gesù era da punire. Non ho il cuore dell’eroe, Gesù me l’aveva pure detto. Stavo male. Non volevo lasciarlo. L’ho seguito fino alla casa del sommo sacerdote perché avevo paura per lui ma ad un certo punto ero terrorizzato dal fatto che se la prendessero anche con me.
Chi se la sente di condannarmi? Non giudicatemi. So che potete capirmi come ci si sente di fronte alla prova, alla paura, alla sensazione di perdere tutto. Possibile che voi non sappiate come ci si sente di fronte ad un fallimento, ad una crisi? Non avete avuto mai almeno il timore di dire a casa di un brutto voto, di uno sbaglio? E pensate a me... io di fronte non avevo dei genitori che, per quanto possano essere severi, mi vogliono un gran bene. Avevo tutti contro. Saprete pure voi cos’è un dubbio nella vita? Avrete provato la sensazione di essere in crisi? Di sentirsi che tutto o quasi ci viene contro? Di sentire che è ingiusto quello che viviamo? Avrete pure provato queste cose e non lo si fa a cuor leggero. Anche voi come me potete essere fragili e cadere ma chi può giudicarci?

Stavo perdendo Gesù...

Con amicizia per tutti voi,

Simone detto Pietro

"Dopo il testo del Vangelo e questa attualizzazione siamo tornati a guardare dentro di noi chiedendoci: "Mi trovo anch'io a voltare le spalle a Gesù? Sono smarrito, dubbioso e fragile anch'io nel seguirlo?"

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