martedì 15 novembre 2011

III Incontro


Scusate per il ritardo, ma sono stati giorni frenetici, ma eccoci di nuovo!

Cosa abbiamo aggiunto al nostro itineraro delle relazioni?
Dopo aver cercato di capire che cosa intendiamo quando si parla di relazioni e quali ambiti della nostra vita coinvolgono e quali sono gli "ingredienti" che occorrono per instaurarle, abbiamo visto quali atteggiamenti prevalgono nelle nostre relazioni.

Divisi in due gruppi, giusto per facilitare il lavoro, abbiamo fatto un piccolo test qui sotto riportato:

1) In un ritrovo affollato entra un giovane che passa l’intera serata seduto in un angolo a sfogliare riviste e a guardare fuori dalla finestra. Secondo te, perché si è comportato così e come giudichi il suo comportamento?

A) Forse aspettava qualcuno che gli rivolgesse semplicemente la parola.

B) E’ stupido perché non sa vivere con il suo prossimo.

C) Ha fatto quello che doveva fare perché non conosceva nessuno.

2) Quando vai in gita con la tua classe, sul pullman preferisci:

A) Ascoltare con attenzione e curiosità tutto quello che si dice.

B) Stare in un gruppo che canta, ride, scherza.

C) Guardare il panorama in santa tranquillità.

3) Quanto tempo libero passi da solo con i tuoi hobby e le tue collezioni?

A) Un po’, solo quando non ho altro da fare.

B) Molto poco.

C) Quasi tutto.

4) Saluti tutte le persone che incontri cordialmente e per primo?

A) Se sono dell’umore giusto.

B) Si.

C) Quasi mai.

5) Ti piace passare il tempo a chiacchierare con gli altri?

A) Dipende dal tipo di discorsi e dalle persone.

B) Si moltissimo

C) No.

6) Se ti trovi a passare in un luogo dove ci sono delle persone che conosci, cerchi di evitarle?

A) Si, ma solo se vado di fretta o sono stanco.

B) No, mi fermo a salutare.

C) Si, cerco semplicemente di non farmi notare.

7) Preferisci passare la domenica pomeriggio:

A) Fuori se qualcuno mi telefona.

B) Sicuramente con gli amici a fare un giro.

C) Con le letture, la TV, le partite, i tuoi hobby preferiti.

8) In un incontro a cui sei stato invitato:

A) Cerchi di stare vicino a qualcuno che conosci, per chiacchierare un po’.

B) Partecipi, ti appassioni dell’argomento, stai attento a quanto si dice.

C) Ti annoi, giri qua e là, sei distratto, non vedi l’ora che finisca.

9) Quando sei in gruppo con i tuoi compagni di classe:

A) Dici qualcosa ogni tanto sugli argomenti che ti interessano di più.

B) Hai sempre dei pareri da esprimere, partecipi a tutte le discussioni.

C) Ascolti quello che dicono gli altri ma non intervieni quasi mai.

10) Sei portato a confidare agli altri i tuoi problemi intimi?

A) Dipende dai problemi e dalla disponibilità degli altri.

B) Sì, anche se a volte è difficile.

C) No.

11) Pensi che i lavori di gruppo siano un pasticcio inutile e che sia molto meglio lavorare da soli?

A) Alcune volte insieme si lavora meglio.

B) E’ sempre giusto collaborare con gli altri.

C) Chi fa da sé fa per tre.

Seguiva poi la lettura dei profili, a seconda della maggioranza di risposte ottenute.

Maggioranza risposte A)

In una relazione sei inizialmente diffidente con gli altri, preferisci più essere chiamato che fare tu il primo passo e ti serve per questo del tempo per ambientarti alle nuove situazioni, ma poi riesci ad essere te stesso e ti fai conoscere, un po’ come OSCAR che al primo giorno di scuola nella nuova classe, non conosceva nessuno e quasi voleva andarsene via; tra l’altro alla ricreazione gli altri lo hanno lasciato solo in classe…ma quando è uscito poi ha incontrato Michele ed ha stretto subito amicizia.

Maggioranza risposte B)

Che dire, nelle relazioni ti butti a capofitto, vuoi emergere, non stai sul chi va là, ti fai coinvolgere e sei coinvolgente, ma sta attento, spesso non riesci ad essere pienamente te stesso e ti trattieni in quello che vorresti fare o dire veramente per paura di non piacere più agli altri, proprio come Carlo che amico di Sara, non sa dire a quest’ultima che gli piace Irene, perché tra le due c’è un odio profondo.

Maggioranza risposte C)

Per te vale in detto: “Meglio soli che male accompagnati!”. Non sei una persona che all’apparenza è proprio aperta verso gli altri. Guardi più te stesso e il tuo puro divertimento e poco conta se ci sono anche altre persone. Sta attento che il rischio è di bastare solo a te stesso e fare a tutti i costi quello che ti va anche solo per fare un disposto o farlo di nascosto, proprio come Chiara, che ha un brutto rapporto con la mamma e si sente troppo controllata, tanto da pensare di fare quello che le piace di nascosto!"

Poi ci siamo fermati a riflettere singolarmente su quali sono le persone con cui abbiamo una relazione significativa e quale dono riceviamo da queste e poi...noi pensiamo di riuscire a donare qualcosa?

Abbiamo poi concluso l'incontro con la lettura di Rm. 12, 2-3.6.9-13.15-16 perchè quello che troviamo scritto sulla Bibbia non è qualcosa di "antico", ma di concreto:
Vi esorto dunque, fratelli, non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto. Per la grazia che mi è stata concessa, io dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto è conveniente valutarsi, ma valutatevi in maniera da avere di voi una giusta valutazione, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato. Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi dà, lo faccia con semplicità; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia. La carità non abbia finzioni: amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi”.

Ci siamo poi lasciati con la solita domanda aperta:
RIESCO AD ESSERE SEMPRE ME STESSO/A NELLE RELAZIONI CHE INSTAURO DURANTE LA MIA GIORNATA?

1 commento:

  1. NON è SEMPRE FACILE ESSERE SE STESSO PERCHé C'è LA PAURA DI NON ESSERE ACCETTATO O DI ESSERE ESCLUSO.

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