mercoledì 4 marzo 2015

INCONTRO 7 FEBBRAIO

Nella nostra serie di incontri "corporei" facciamo un passo in avanti...
Nel primo incontro (Bocca) abbiamo visto che cerchiamo un nutrimento per noi che non sia semplicemente per il corpo; nel secondo abbiamo visto che il nutrimento, la Parola, è per il cuore che non è il muscolo che pompa semplicemente ma la nostra interiorità/volontà.
In questo incontro vediamo che il nutrimento deve essere assimilato perchè sviluppi energia e faccia effetto
Oggi allora scendiamo idealmente dalla bocca passando per il cuore allo stomaco/viscere. Le viscere sono un organo simbolo della tenerezza e l'emotività (il grembo della madre che accoglie, l'organo che si contrae per le emozioni, il luogo del legame "viscerale").
Anche nel linguaggio comune vediamo il significato traslato dello stomaco attraverso espressioni come: "rimanere sullo stomaco", "budella attorcigliate", "mi si stringe lo stomaco", "far le cose di pancia"...)

Ci siamo chiesti quindi: "Quali parole non mi vanno giù di solito?" Troviamo spesso nelle chiacchiere di gruppo o su facebook o ovunque sfoghi tipo "io non mando giù quelli che... si vantano di quanto sono fighi, quelli che dicono che sono uno sfigato perchè non ho i pantaloni con i risvoltini, quelli che giudicano sulle apparenze, quelli che mi dicono che gli zingari vanno ammazzati tutti,...)
E' stato un confronto simpatico ed interessante quello costruito attorno al dirci di quello che non mandiamo giù e ci rimane indigesto.

Poi siamo passati al confronto con la Parola prendendo Mt 5, 13-48 e Mt 6,1-6.16-34
In questa parte fondamentale del Vangelo Gesù offre sia parole facili da digerire perchè liete sia parole forse più ostiche perchè pretendono troppo. 
Su dei fogli prendono i passaggi dal Vangelo di Matteo che abbiamo detto abbiamo sottolineano con due colori quello che assimiliamo facilmente e quello che trovano più indigesto. Come sempre poi è valsa la pena fare lo sforzo di confrontarci un pò

In conclusione ci siamo lasciati con la parola del profeta Isaia (Is 55, 8-11) per ricordarci che la Parola di Dio è comunque efficace, opera se la accogliamo, dura o facile che sia.

Isaia 55,8-10

8 «Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
né le vostre vie sono le mie vie»,
dice il SIGNORE.
9 «Come i cieli sono alti al di sopra della terra,
così sono le mie vie più alte delle vostre vie,
e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.
10 Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano
senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare,
affinché dia seme al seminatore
e pane da mangiare,

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